schermata di confronto tra l'interfaccia di forgejo e quella di github, con evidenziato il logo di forgejo

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Il problema non è GitHub, è cosa ci fanno con il tuo codice

Ogni volta che fai push su GitHub, stai dando da mangiare a un mostro. Non è una metafora: Microsoft usa quel codice per addestrare Copilot, il suo assistente AI proprietario che poi rivende a caro prezzo alle stesse aziende che ti sfruttano come sviluppatore. Il punto è che il tuo lavoro open source, fatto di notti insonni e passione, diventa carburante per un prodotto che ti toglie il lavoro o ti rende inutile. Non è condivisione, è estrazione. Eppure continuiamo a trattare GitHub come se fosse una piazza pubblica, quando in realtà è un centro commerciale sorvegliato dove ogni tuo movimento viene tracciato, analizzato e rivenduto. La contraddizione è evidente: ospitare il codice libero sul più grande venditore di AI di guerra e sorveglianza è come mettere i fiori in un bidone di benzina.

Non serve aspettare la rivoluzione. L’alternativa esiste già, è matura e si chiama Forgejo. È un fork di Gitea, leggero, veloce, scritto in Go, che puoi installare su un Raspberry Pi o su un VPS da cinque euro al mese. Non ha bisogno di Kubernetes, non ti obbliga a dare un numero di telefono, non ti chiede il consenso per addestrare modelli che poi ti licenzieranno. Forgejo è ciò che GitHub dovrebbe essere: uno strumento al servizio di chi scrive codice, non di chi vuole possederlo. E non è solo software: è una dichiarazione politica. Scegliere Forgejo significa dire no al capitalismo della sorveglianza applicato allo sviluppo software.

Codeberg: quando la comunità diventa infrastruttura

Se Forgejo è il motore, Codeberg è la carrozzeria. È un’istanza pubblica di Forgejo gestita da un’associazione senza scopo di lucro in Germania, finanziata da donazioni e completamente libera da venture capital. Qui non ci sono annunci, non ci sono tracker, non ci sono accordi segreti con il Pentagono. Codeberg ospita progetti come Nextcloud, Mobilizon e innumerevoli strumenti per l’autorganizzazione dal basso. È il luogo dove il codice aperto resta aperto, non diventa materia prima per l’addestramento di AI che poi vengono usate per negare prestiti, sorvegliare lavoratori o guidare droni letali.

L’iscrizione è semplice, non richiede dati invasivi e ti permette di iniziare a caricare repository in pochi minuti. Ma il vero valore di Codeberg sta nella sua governance: decisione collettiva, trasparenza totale, nessun padrone nascosto. È l’antitesi di GitHub, dove le decisioni vengono prese in stanze chiuse da dirigenti che guadagnano più in un giorno di quanto molti sviluppatori vedano in un anno. Scegliere Codeberg non è solo una questione tecnica: è un atto di fiducia nella possibilità che la tecnologia possa essere gestita da chi la usa, non da chi vuole controllarla.

Migrare da GitHub a Forgejo: non serve essere esperti

La buona notizia è che spostare i tuoi repository da GitHub a Forgejo o Codeberg è più semplice di quanto pensi. Non serve riscrivere il codice, non serve imparare nuovi comandi strani. Git è distribuito per natura: la tua cronologia è già completa sul tuo computer. Quello che devi fare è aggiungere un nuovo remote e fare push. Ecco come:

  1. Crea un account su Codeberg.org o installa Forgejo sul tuo server (la guida ufficiale è su Forgejo.org).
  2. Clona il tuo repository locale se non l’hai già fatto: git clone https://github.com/tuo-utente/tuo-repo.git
  3. Entra nella cartella: cd tuo-repo
  4. Aggiungi il nuovo remote: git remote add codeberg https://codeberg.org/tuo-utente/tuo-repo.git
  5. Fai push: git push -u codeberg main (o master, a seconda del tuo ramo predefinito)
  6. Ripeti per tutti i rami e i tag se necessario: git push --all codeberg e git push --tags codeberg

Una volta fatto, puoi impostare Codeberg come remote predefinito o tenere entrambi per un periodo di transizione. L’importante è iniziare a spostare le nuove contribuzioni lì. E se temi di perdere le stelle, i fork o le issue: strumenti come git-migrate o script personalizzati possono aiutare a trasferire anche quei dati, anche se la vera libertà sta nel ricominciare da qualche parte senza dover chiedere il permesso a nessuno.

CI e azioni: niente GitHub Actions, niente problemi

Uno dei timori più comuni è quello di perdere l’integrazione continua. Ma Forgejo non ti lascia a piedi. Include Woodpecker, un sistema di CI leggero, veloce e facile da configurare, che funziona tramite container Docker o binari standalone. Non ha bisogno di YAML complessi né di servizi esterni: un file .woodpecker.yml nella radice del repository è sufficiente per iniziare a testare, costruire e deployare il tuo codice.

E se preferisci rimanere nell’ecosistema Forgejo, c’è Forgejo Actions, un’implementazione compatibile con la sintassi di GitHub Actions che ti permette di riusare molti workflow esistenti con poche modifiche. Non è ancora perfetta, ma migliora ogni mese grazie al lavoro di una comunità globale di sviluppatori che rifiutano di consegnare il proprio codice a Microsoft. Il punto non è avere tutte le funzionalità di GitHub: è avere quelle che servono davvero, senza dover rinunciare alla propria autonomia.

I limiti reali: cosa perdi e cosa guadagni davvero

Sì, Forgejo e Codeberg non hanno l’interfaccia lucida di GitHub, non hanno Copilot che ti suggerisce il codice mentre scrivi (e onestamente, è un vantaggio), non hanno un marketplace pieno di app proprietarie che ti vincolano a un ecosistema chiuso. Alcune integrazioni terze parti potrebbero mancare, e la ricerca avanzata non è ancora allo stesso livello. Ma questi sono limiti di superficie. Quello che guadagni è molto più importante: la certezza che il tuo codice non stia addestrando un modello che verrà usato per negare un mutuo a qualcuno perché il suo volto non piace a un algoritmo. Guadagni la possibilità di ospitare tutto su un server che controlli, di decidere chi vede cosa, di non dover accettare termini di servizio che cambiano ogni sei mesi per peggiorare la tua situazione.

E poi c’è il federated Forge in arrivo. Progetti como Fediverse stanno lavorando a protocolli per permettere a diverse istanze di Forgejo di comunicare, seguire repository, fare pull request tra server diversi, senza bisogno di un centro di controllo. Immagina un mondo in cui il tuo account su un server italiano può contribuire a un progetto ospitato in Brasile, senza dover passare attraverso GitHub o GitLab. È il modello delle reti sociali decentralizzate applicato allo sviluppo software: nessuna entità può spegnere la rete, nessun miliardario può decidere chi partecipa. È ancora in fase sperimentale, ma i primi test sono promettenti. Il futuro del codice aperto non è centralizzato: è federato, è resistente, è nostro.

Conclusione: il weekend che può cambiare tutto

Migrare da GitHub a Forgejo o Codeberg non è un gesto simbolico. È una scelta concreta che riprende il controllo sui mezzi di produzione dello sviluppo software. E sì, può essere fatto in un weekend. Sabato mattina: crea l’account, imposta il remote, fai push. Sabato pomeriggio: configura Woodpecker per i tuoi test. Domenica: sposta un altro repository, invita i tuoi collaboratori, scrivi un readme che spieghi perché avete lasciato GitHub. Lunedì mattina: torni al lavoro con la coscienza un po’ più leggera, sapendo che il tuo codice non sta più finanziando la sorveglianza di massa o la guerra algoritmica.

La tecnologia non è neutra. Ogni strumento che usiamo plasma le nostre relazioni, il nostro lavoro, la nostra capacità di resistere. Scegliere dove ospitare il proprio codice è una decisione politica tanto quanto scegliere chi votare o cosa comprare. E finché continueremo a trattare GitHub come un’inevitabilità, continueremo a delegare il nostro potere a chi lo usa per dominerci. L’alternativa esiste. È libera, è funzionante, sta aspettando solo che tu faccia il primo push.