Pannello di amministrazione Pinakes: elenco testate con ISSN, consistenza e pulsanti di esportazione KBART e ACNP

Contenuto

Pannello Di Amministrazione Pinakes: Elenco Testate Con Issn, Consistenza E Pulsanti Di Esportazione Kbart E Acnp
L’elenco delle testate in Pinakes 0.7.82: ISSN, consistenza con le lacune, unione dei duplicati ed esportazione in KBART e ACNP.

Ci sono biblioteche che i periodici li catalogano e biblioteche che i periodici li gestiscono. Sono due mestieri diversi, e fino a ieri Pinakes sapeva fare solo il primo. La versione 0.7.82 colma la distanza: l’emeroteca smette di essere un catalogo di riviste e diventa un banco di lavoro.

Il codice a barre che non c’era

Il gesto più semplice del banco — passare lo scanner sulla copertina di una rivista appena arrivata — in Pinakes non funzionava, per la ragione più banale: non esisteva alcun campo per il codice a barre. E i periodici non sono libri. Un libro ha il suo ISBN, uno per edizione, stampato sul retro e immutabile. Una rivista ha l’ISSN, che però non è un codice a barre: quello che il lettore ottico legge in copertina è un EAN-13 che comincia per 977, costruito a partire dall’ISSN — e che identifica la testata, non il singolo numero. A distinguere il fascicolo è un piccolo codice aggiuntivo stampato accanto, di due o cinque cifre.

Ora Pinakes conosce entrambi: la testata porta la base 977 derivata automaticamente dal suo ISSN, il fascicolo porta il proprio codice completo. Si scansiona la rivista, il sistema trova il fascicolo atteso e propone di riceverlo. Per inciso, l’ISSN adesso viene verificato con la sua cifra di controllo: prima un ISSN sbagliato di una cifra entrava senza protestare, e avrebbe generato un codice a barre puntato sulla rivista di qualcun altro.

Il Kardex che sa sollecitare

Il Kardex cartaceo — quello schedario che nelle biblioteche segnava fascicolo per fascicolo cosa era arrivato e cosa no — non serviva solo a spuntare. Serviva soprattutto a reclamare: il numero di marzo non è arrivato, si scrive al fornitore. Pinakes generava i fascicoli attesi e sapeva marcarli ricevuti o mancanti, ma tra quei due estremi mancava proprio il sollecito, cioè la ragione per cui quello strumento esiste.

Adesso c’è, con la sua data e il suo contatore, e accanto trova gli abbonamenti: fornitore, costo, scadenza, rinnovo, con l’avviso quando la scadenza si avvicina. C’è anche il sollecito collettivo su un’intera annata, costruito con una cautela che vale la pena raccontare: non tocca mai l’anno in corso e non ripete un reclamo già inviato.

Pannello Pinakes Della Testata Internazionale: Generazione Attesi Del Kardex E Ricerca Del Fascicolo Per Codice Ean-13
La pagina di una testata: generazione dei fascicoli attesi dal Kardex, consistenza dichiarata e ricerca del fascicolo tramite il suo EAN-13.

Un fascicolo può essere posseduto e rovinato insieme

Questo è il tipo di difetto che si scopre solo usando davvero un programma. Possesso e stato fisico condividevano un unico campo: marcare “danneggiato” un fascicolo che la biblioteca ha eccome significava farlo sparire dal conteggio del posseduto. La dichiarazione di consistenza — il documento con cui una biblioteca dice al mondo quali annate ha — diceva il falso, e nessuno se ne accorgeva.

I due concetti ora sono separati, e l’aggiornamento converte i dati esistenti senza perdere una riga. I fascicoli scartati, invece, escono dal catalogo pubblico e dai suoi conteggi: se un numero non fa più parte della raccolta, non ha senso continuare a mostrarlo a chi cerca.

Le testate escono dalla biblioteca

Un periodico con un ISSN è esattamente il tipo di record che i cataloghi collettivi chiedono. Eppure le testate di Pinakes erano invisibili a chiunque interrogasse l’istituto dall’esterno: assenti dai server di interoperabilità, dalla mappa del sito, perfino dalla ricerca interna del catalogo — chi cercava il nome di una rivista non trovava nulla e nessuno gli suggeriva dove guardare.

Ora escono da tutte le porte: un set OAI-PMH in Dublin Core, record seriali in Z39.50 e SRU nei quattro formati che il sistema già parlava, l’esportazione delle consistenze in KBART e in formato ACNP, le pagine nella sitemap, e un rimando nella ricerca del catalogo verso la sezione che quel titolo ce l’ha davvero. Le testate duplicate si possono fondere, i fascicoli si stampano come etichette col loro codice a barre.

Quando il programma taceva

C’è infine una correzione che riguarda tutti, non solo chi usa l’emeroteca. Unendo due editori doppioni, Pinakes riallineava le proprie tabelle e cancellava il duplicato — ma le riviste collegate a quell’editore restavano orfane, senza un errore, senza una riga di log. Lo stesso accadeva con i generi e con gli scaffali. Ora il sistema avvisa i plugin prima di cancellare, dentro la stessa transazione, e chi ha righe collegate le può seguire. Nella stessa direzione va il registro attività, che finalmente traccia anche le operazioni dell’emeroteca: in particolare la pubblicazione o la revoca del PDF di un fascicolo, che è la sola azione con un peso sulla riservatezza e fino a ieri non lasciava alcuna traccia.

Come si aggiorna

Nulla di speciale: il plugin migra da solo il proprio schema, nessuna migrazione del nucleo. Il ciclo ha attraversato tre revisioni indipendenti — una interna, condotta contro il codice come farebbe un avversario, e due automatiche — e ha lasciato circa mille controlli di test che girano contro un database reale, dalla migrazione eseguita davvero all’indietro fino ai tentativi di scansione ambigua al banco.

Pinakes è software libero, licenza GPL-3: github.com/fabiodalez-dev/Pinakes — release v0.7.82. L’app Android companion è alla 1.5.1.